Ripetuti furti si susseguono alle scuole di San Liborio. Sono furti di
piccolo conto, compiuti presumibilmente da balordi ma, al di là del valore
della refurtiva, in sé esiguo, c’è il danno che, oltretutto ripetuto, diventa
ingente. Se la prendono con le macchinette che distribuiscono bevande e
vettovaglie, ma per farlo spaccano tutto, danneggiando soprattutto la ditta
proprietaria dei distributori. Così il titolare si rivolge al Sindaco e al
Vicesindaco per chiedere quantomeno che venga riattivato l’allarme. Perché,
vedete, nel paese delle telecamere di sicurezza sparse anche nei cessi, la
scuola ha un sistema di allarma che non funziona.
Alla richiesta dell’imprenditore il sindaco chiama l’elettricista che
gestisce gli impianti del Comune e questo, candidamente e giustamente, si
giustifica dicendo che è da tempo (ne abbiamo già parlato in passato) che
chiede che vengano ricomprate le batterie che alimentano l’impianto di allarme
ma gli è stato sempre risposto che non ci sono i soldi. Soldi che, per progetti
faraonici come quello di viale Gramsci sembrano abbondare ma che, per comprare
due batterie nuove ed evitare che a scuola entrino cani e porci, a quanto pare,
non ci sono.
Luca Craia
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