Roberto Fico, Presidente della
Camera dei Deputati, ha appena relazionato il Presidente della Repubblica, Sergio
Mattarella, circa gli esiti del suo mandato esplorativo per verificare la
possibilità di un accordo di governo tra il Movimento 5 Stelle e il Partito
Democratico. Secondo Fico l’esito è positivo e si è avviato un dialogo tra i
due schieramenti. Trattasi, ovviamente, di politichese 2.0, che vuol dire, per
noi che parliamo solo l’italiano, che non si è fatto ancora nulla. In sostanza,
nel prossimi giorni, sia il M5S che il Pd dovranno cercare di risolvere i veti
interni e le resistenze delle basi. Se ci riusciranno nascerà l’ennesimo
governo inciucio alla faccia dell’espressione di voto degli Italiani che
avevano, mi pare, chiaramente dato indicazione di non volere più il Pd al
governo.
È tutta da vedere,
ovviamente: il Pd deve fare i conti coi renziani, contrari a parole all’accordo,
che sono minoranza, probabilmente, all’interno del partito ma che occupano
quasi tutti i seggi parlamentari del suo gruppo. Nel contempo il M5S deve
vedersela con la base e qui la vedo molto dura. Se si verificherà quello che in
molti pensano impossibile, ossia che la base grillina darà l’autorizzazione,
tramite il solito curioso meccanismo di votazione online, è possibile che
avremo un governo a due locomotori, uno M5S e uno Pd, in base a un accordo che
non si chiama accordo ma contratto ma che sempre accordi di governo rimane,
percè il politichese 2.0 non è poi così diverso dal politichese 1.0.
Il capolavoro di Renzi
sarebbe compiuto: il M5S andrà per la prima volta nella storia al governo e perderà
verosimilmente una caterva di voti. Il Pd resterà in sella e potrà continuare
il suo massacro del Paese, con buona pace degli Italiani che si erano illusi di
averselo levato di torno. Strana cosa la democrazia in Italia.
Luca Craia